Da “vecchiaia passiva” a “vecchiaia attiva”

È purtroppo vero che in una società basata sul mito dell’efficienza, l’anziano può ritrovarsi facilmente emarginato, perdendo di vista quel ruolo considerevole, che poteva conservare in società magari meno efficienti secondo i nostri schemi, ma forse maggiormente a misura d’uomo. Eppure i seniors rimangono una presenza importante e significativa. Hanno infatti alle spalle e nel cuore un cammino ricco di esperienza e di saggezza, che devono assolutamente trasmettere, perché senza questo loro insegnamento le nuove generazioni sarebbero certamente più povere e carenti di valori.

Allo stesso tempo gli altri, quelli che non sono ancora anziani, devono comprendere che senza passato, ricordi, tradizioni, hanno alle spalle il vuoto, come alberi senza radici. C’è quindi un reciproco bisogno fra le generazioni, in quel dinamismo del tempo, che diviene spazio di crescita, sempre e ovunque, per dare senso, significato e pienezza a quel meraviglioso dono di amore che è la vita.

“Essenziale, pertanto,  è superare la visione di “vecchiaia passiva” e incentivare una maggiore partecipazione degli anziani alla vita sociale e politica. Potremo rallegrarci di poter contare sull’esperienza e la capacità degli anziani per sviluppare la futura politica in ambito sanitario e sociale, rendendoli quanto più possibile partecipi nella società, superando la visione di “vecchiaia passiva” e facendola divenire, invece, “vecchiaia attiva”.

Per il raggiungimento di quest’ultima un passaggio importante, quello della differenziazione, e quindi non sovrapposizione e confusione, del ruolo della sua identità.

Basti pensare a quanto sia costitutivo e difficile da trasformare il proprio ruolo lavorativo, o per quanto pieno di gioia quanto sia différente il ruolo di madre e di nonna. In qualche modo il ruolo sociale “veste”.

In definitiva bisogna trovare “Loro” nuovi ruoli e quindi ulteriori riconoscimenti che allargano e potenziano la sua identità individuale cercando di non farli uscire mai dalla società’ della quale hanno fatto parte fino al raggiungimento della terza età l’anziano quindi sempre protagonista della propria storia, che è però parte fondamentale di intrecci con altre storie e quindi generatore di cultura della quale è partecipe.

 

Partecipe, pertanto, della Società di oggi, dove anziani, giovani e meno giovani interagiscano fra loro.

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