Servizi digitali per le strutture
Sicurezza e monitoraggio nelle strutture per anziani
Un sistema che riconosce da solo una caduta, l’avvicinamento a
un’uscita o una richiesta di aiuto, e lo dice a chi è in turno indicando la stanza.
Sanitelgest lo porta nelle residenze e lo realizza insieme a un partner tecnologico
specializzato: la struttura ha un interlocutore solo, e siamo noi.
Succede qualcosa
una caduta, un’uscita, una richiesta di aiuto
La centrale capisce
riconosce l’evento e decide chi avvisare
L’avviso arriva
a chi è in turno, con la stanza
Qualcuno arriva
e l’evento resta scritto, con data e ora
Che cos’è
Non è un braccialetto: è un sistema che capisce
Il braccialetto è l’ultimo anello, quello che si vede. Quello che fa la differenza
sta dietro: una centrale che legge in continuo quello che arriva da tutta la
struttura, riconosce che cosa sta succedendo e decide chi avvisare.
Un sensore da solo dice che qualcosa si è mosso. Il sistema dice che cosa è
successo, a chi e in quale stanza — e lo dice alla persona giusta, sul dispositivo
che ha in mano in quel momento.
Primo strato
Quello che l’ospite porta
Un braccialetto o un pendente, impermeabile, che non si toglie per la doccia.
Riconosce la caduta, chiama aiuto, permette di parlare e apre le porte consentite.
Secondo strato
Quello che c’è nelle stanze
Sensori a parete, sulle porte e sotto il materasso, serrature a batteria e
pannelli in corridoio. Niente cavi nei muri e niente opere murarie.
Terzo strato
Quello che ha in mano chi lavora
L’applicazione di servizio: riceve l’avviso, mostra dove si trova la persona e
tiene allineato chi è in turno, reparto per reparto.
E al centro
La centrale
Raccoglie tutto, riconosce l’evento, smista l’avviso e registra ogni cosa con
data e ora. È il pezzo che trasforma dei sensori in un servizio.
Non è un impianto che si vede. Quello che arriva in struttura sono quattro oggetti,
piccoli e silenziosi:
Il braccialetto
Lo porta l’ospite, e non si toglie per la doccia.
Il tirante a parete
Si tira anche da terra, dove un pulsante non si raggiunge.
La serratura
Si apre per vicinanza, senza chiavi da distribuire.
Il sensore
Sta a parete, e non riprende immagini.
tappetino nelle camere, i sensori su porte e finestre, le serrature sulle uscite, il
rilevatore di perdite nei bagni. Tutte le frecce portano allo stesso punto: la
centrale.
Vuole sapere che cosa servirebbe nella sua struttura?
Ci racconti com’è fatta e quanti ospiti accoglie: le diciamo che cosa è possibile
installare e come si può procedere. La valutazione e il preventivo non costano nulla.
Quando succede qualcosa
Dalla stanza a chi è in turno, in quattro passaggi
1
Parte la richiesta
L’ospite preme il dispositivo o chiede aiuto a voce. Se è una caduta parte da
sola, senza che nessuno prema niente.
2
Arriva l’avviso
Sul telefono di servizio o sul pannello in corridoio, con l’indicazione della
stanza. Chi è in turno non deve cercare.
3
Si parla
Dove è previsto si risponde a voce, subito: si capisce che cosa sta succedendo
prima ancora di raggiungere la stanza.
4
Resta scritto
L’evento entra nel registro con data e ora, insieme a come si è chiuso.
Il pulsante a parete non serve a chi è a terra. È il limite
degli impianti di chiamata tradizionali: funzionano solo se la persona riesce ad
arrivarci e a premerlo. Qui la segnalazione parte dal dispositivo che l’ospite ha al
polso, da solo — e non dice soltanto che è successo qualcosa: dice che cosa, e in
quale stanza.
Che cosa non è. Non è una telecamera e non è un sistema di
sorveglianza: non riprende immagini e non registra conversazioni. Dove serve rilevare
una caduta dentro la camera si usa un radar, che misura il movimento e non
produce nessuna immagine.
Che cosa rileva
Cinque cose, da un impianto solo
Non sono cinque sistemi diversi da far parlare fra loro: è un impianto unico, e la
struttura ne attiva le parti che le servono.
01
Le cadute
Il dispositivo indossato riconosce la caduta da solo, e nelle camere il
rilevamento è affidato a un radar: funziona al buio e a porta chiusa,
senza riprendere niente.
02
L’allontanamento
Attorno alle uscite si disegnano confini invisibili, decisi insieme alla
struttura. Se un ospite che non dovrebbe uscire da solo si avvicina, l’avviso parte
e la porta può bloccarsi nello stesso momento.
03
La chiamata all’infermiere
Dal dispositivo, da accanto al letto o a voce. La richiesta arriva a chi è
in turno sul telefono di servizio, sull’applicazione o sul pannello a muro, senza
cablaggi da stendere.
04
Gli accessi
Porte che si aprono per vicinanza, con lo stesso dispositivo che l’ospite
o l’operatore già porta, e permessi diversi per ruolo e per fascia oraria. Le
serrature sono a batteria.
05
L’ambiente
Temperatura, umidità e qualità dell’aria nelle camere e negli spazi comuni,
misurate in continuo. Nella stessa rete entrano i sensori di perdita
d’acqua, che avvisano prima che un bagno allaghi un piano.
+
Tutto su un oggetto solo
L’ospite non indossa quattro cose: lo stesso dispositivo che segnala la caduta
sorveglia le uscite, porta la chiamata e apre le porte consentite.
Dignità e libertà
Sorvegliare senza limitare
Il problema, in struttura, è sempre lo stesso: una persona che si alza di notte, che
cammina incerta, che cerca la porta. Lasciarla libera vuol dire accettare il rischio di
una caduta; limitarle i movimenti è una strada che oggi si percorre sempre meno — e che
le famiglie accettano sempre meno.
Un impianto che segnala serve esattamente lì. L’ospite si muove come vuole,
dentro e fuori dalla stanza; se qualcosa va storto — una caduta, un’uscita che non
dovrebbe esserci — chi è in turno lo sa subito e sa dove andare.
Non risolve tutto, e la valutazione su ciascun ospite resta della struttura e dei
suoi professionisti. Ma è uno strumento in più per ridurre il ricorso a misure di
contenzione.
Quello che resta scritto
Un registro che la struttura usa per sé
Ogni evento entra in un registro: che cosa è successo, dove, a che ora e quanto
si è impiegato ad arrivare. Da lì la direzione vede i tempi di risposta, quante
chiamate arrivano e in quali ore, e lo storico delle cadute reparto per reparto.
Serve a tre cose concrete: ai controlli interni, a parlare con le
famiglie con dati alla mano invece che a memoria, e ad accorgersi se qualcosa sta
cambiando — più alzate di notte, un passo più incerto.
Non è un cronometro sul personale. I tempi che il registro mostra servono
alla struttura per capire dove il servizio tiene e dove no — turni, distanze, orari
scoperti — non per misurare le persone una per una.
chi è in turno la riceve sul telefono. Gli accessi sono distinti per ruolo: ciascuno
vede quello che gli serve per il proprio turno.
Partiamo dalle piante
Ci lasci i suoi dati e le planimetrie: la richiamiamo e le diciamo che cosa
servirebbe, senza che nessuno debba venire in struttura.
Come arriva in struttura
Quattro passi, e la struttura non si ferma
L’installazione non chiude reparti e non sposta ospiti. Si lavora per parti, e ogni
passo si concorda prima con chi dirige la struttura.
1
Le piante della struttura
Bastano le planimetrie, qualche fotografia e come sono organizzati i turni. Da
qui esce che cosa serve davvero, che cosa no, e il preventivo: nessuno deve
venire prima.
2
La configurazione
Si decidono insieme i confini attorno alle uscite, chi riceve quali avvisi e
quali permessi ha ciascun ruolo sulle porte.
3
Il montaggio
Sensori e serrature si installano senza cavi e senza opere murarie. I dispositivi
si consegnano agli ospiti uno per uno.
4
La formazione
Il personale viene formato a leggere gli avvisi e a usare il registro degli
eventi. Poi l’assistenza resta attiva.
Tutto compreso, un interlocutore solo. Installazione,
formazione del personale e assistenza nel tempo fanno parte del servizio:
non sono voci da trattare a parte. Li esegue il nostro partner tecnologico, ma la
struttura parla con Sanitelgest, dalla prima richiesta in avanti.
Si parte in piccolo. Si può cominciare da un nucleo o da un
piano, verificare come va, e allargare dopo. Non è necessario coprire tutta la struttura
dal primo giorno.
Per quali strutture
Dalla casa di riposo di paese al grande complesso
L’impianto è modulare: la stessa tecnologia serve una residenza di una decina
di ospiti e un complesso con diverse centinaia di posti letto. Cambia quanto se ne
installa, non che cosa si installa.
Va bene per RSA, case di riposo, residenze protette, comunità alloggio e case
famiglia, e per i reparti di una struttura più grande che vogliano partire per
primi. Le strutture che ospitano persone con decadimento cognitivo trovano qui la
parte più utile: il controllo delle uscite.
Quando la struttura è una sede della Rete Sanitelgest, l’impianto si affianca
ai servizi che già vi arrivano, dai servizi medici digitali all’assistenza del
personale.
I dati
Di chi sono, dove stanno, chi li vede
Un sistema che segue gli spostamenti delle persone raccoglie informazioni su chi
vive nella struttura, e su questo una direzione ha il diritto di essere esigente.
Prima di qualunque installazione si definisce insieme chi vede che cosa: gli
accessi sono distinti per ruolo, il personale vede quello che gli serve per il proprio
turno, e le consultazioni del registro restano tracciate.
L’assetto del trattamento — titolare, responsabili, informative agli ospiti e ai
familiari, tempi di conservazione — si mette per iscritto prima di partire, non
dopo. Si definisce insieme prima di partire, e non costa nulla farselo spiegare.
Ne parliamo?
Il Numero Verde risponde ventiquattr’ore su ventiquattro. Se preferisce scriverci,
il modulo è qui sotto: la richiamiamo noi.
L’impianto di rilevazione e segnalazione descritto in questa pagina è
uno strumento di supporto al personale della struttura: segnala un evento e indica dove si
trova la persona, ma non sostituisce la sorveglianza, l’assistenza e la valutazione
professionale di chi vi lavora. Le soluzioni installate, le funzioni attivate e il
trattamento dei dati sono definiti caso per caso con la direzione della struttura.