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16 ottobre · Giornata mondiale dell’alimentazione
Innovare oggi, nutrire domani
È lo slogan scelto dalla FAO per la Giornata mondiale
dell’alimentazione 2026. Dietro c’è una notizia che non ci si aspetta:
la fame nel mondo sta calando da tre anni.
Da dove viene
Perché proprio il 16 ottobre
Il 16 ottobre 1945, a Québec, trentaquattro Paesi firmarono l’atto costitutivo
della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e
l’agricoltura. Da allora quella data è diventata la Giornata mondiale
dell’alimentazione: si celebra in oltre centocinquanta Paesi e serve a ricordare una
cosa semplice, che però non è ancora vera per tutti — il cibo è
un diritto, non una fortuna.
Il tema del 2026
Il tema di quest’anno
Lo slogan scelto per il 2026 è «Innovate today. Nourish tomorrow.»
— innovare oggi, nutrire domani. L’idea è che il modo in cui si
produce, si conserva, si distribuisce e si sceglie il cibo può cambiare, e che gli
strumenti per cambiarlo esistono già.
Il quadro
Dove siamo arrivati
I numeri vengono dal rapporto delle Nazioni Unite sullo stato della sicurezza alimentare
nel mondo, pubblicato a luglio 2026 e riferito al 2025.
il 25,8% della popolazione mondiale
Fra 608 e 696 milioni di persone hanno sofferto la fame nel
2025: fra il 7,4% e l’8,5% della popolazione mondiale. È un
numero enorme, ma è in calo per il terzo anno consecutivo.
2,1 miliardi di persone — il 25,8% — vivono in condizioni di
insicurezza alimentare moderata o grave: non hanno la certezza di poter mangiare a
sufficienza. Erano il 28,7% nel 2020.
Per la prima volta, il numero più alto di persone che soffrono la fame si trova
in Africa.
Sono cifre che si muovono nella direzione giusta, lentamente. Vale la
pena dirlo, perché le buone notizie su questi temi si raccontano poco.
Nelle case
Il cibo non è solo nutrimento
C’è però un’altra faccia della stessa parola, e si vede bene
nelle case.
Mangiare non è soltanto introdurre calorie. È il ritmo della giornata,
è il profumo che dice che è mezzogiorno, è il piatto preferito che
qualcuno si ricorda. È una delle ultime cose che restano quando molte altre si sono
perse: una persona che non esce più, che non guida più, che fatica a leggere,
a tavola è ancora sé stessa.
Per questo, nelle case in cui entriamo ogni giorno, il pasto non è mai una pratica
da sbrigare. È il momento in cui si capisce come sta davvero una persona — se
mangia volentieri, se mangia da sola, se qualcuno si siede con lei.
La Giornata mondiale dell’alimentazione parla di diritto al cibo su scala
planetaria. Ma il diritto al cibo comincia molto più vicino: dalla possibilità
di mangiare con dignità, ogni giorno, anche quando non si è più
autosufficienti.
Fonti: FAO — World Food Day 2026 · Rapporto delle Nazioni
Unite sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI), edizione
2026, dati riferiti al 2025.